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Allenamento antico: i piegamenti

I piegamenti, sono tra gli esercizi, per il rafforzamento muscolare e articolare piu’ antichi che si conoscano. Gia’ sulle rappresentazioni egiziane e mesopotamiche questo genere di ripetizioni flessive, veniva ritratto, non solo nella preparazione competitiva, ma anche durante la preparazione alla guerra, per meglio abituare il corpo a sforzi intensi come quello di “portare” e “manovrare” armi e scudi.
Gli esercizi dei piegamenti sia sulle braccia che sulle gambe sono passati, quasi invariati per millenni, dai ginnasi antichi alle nostre odierne palestre o caserme, rimanendo sempre un esercizio semplice e non bisognoso di nessuna attrezzatura.

I piegamenti sulle braccia venivano effettuati poggiando le braccia sul terreno alla stessa distanza della larghezza delle spalle, all’altezza dei pettorali con le gambe divaricate e leggermente flesse, le dita della mano aperte e il corpo quasi rigido molte volte curvato verso l’alto; il movimento era alternato tra ripetizioni lentissime e quelle veloci.

Talvolta era richiesto di rimanere, per pochi istanti a qualche centimetro dal terreno, in tensione muscolare, per allenare oltre il muscolo anche i tendini della. Il movimento era diverso dai piegamenti attuati nel mondo contemporaneo infatti in antichita’ si usava un dondolamento in avanti per far lavorare al massimo i tendini, come si puo’ vedere tutt’ora, negli allenamenti di Kushti iraniana e indo-pakistano, lotte discendenti dalla lotta greca, importata dalla colonizzazione di Alessandro Magno.
Tutto ciò sempre controllato dall’allenatore, che poteva punire con frustate il ritardo o l’anticipo del tempo di esecuzione.
Questo sistema dell’alternare, lentezza e velocità, forza e potenza esplosiva, portava i tendini della spalla, del gomito, degli addominali e i flessori dell’anca a diventare piu’ spessi, piu’ elastici e molto piu’ potenti. Inoltre come quelli eseguiti attualmente, tutti i muscoli della parte superiore del corpo vengono messi in gioco con la particolarità che le flessioni sulle braccia, sono uno dei rari esercizi dove muscoli antagonisti lavorano insieme.
I piegamenti sulle gambe venivano effettuati, oltre per rafforzare i quadricipi femorali, i polpacci e tutti gli altri muscoli minori della gamba, anche per far lavorare al massimo le articolazioni e i tendini del ginocchio e della caviglia. I piegamenti venivono compiuti sia sulle “punte” ma anche con il tallone a terra, il corpo perfettamente in perpendicolare (ci si aiutava talvolta, per non sbilanciarsi e per trarne maggiore efficacia durante lo svolgimento, con l’accortezza di portare le mani e le braccia in avanti e indietro come il movimento effettuato dai rematori) mentre i piedi erano distanti tra loro ad una larghezza pari alla spalla. Questo movimento veniva realizzato lentamente, variando l’altezza del limite di flessione.

Qualche volta, in determinati momenti del ciclo degli allenamenti antichi, i piegamenti venivano realizzati con un altro atleta sulle spalle, in una posizione di lotta, che ne aumentava il carico sia muscolare che di quello articolare ma aiutava anche nel mantenere l’equilibrio e la stabilità durante questi determinati esercizi. In questo ultimo caso venivano anche effettuati in velocità esplosiva.

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